.. ma si, diciamo due parole!

Oggi ho avuto il piacere di partecipare alla conferenza tenuta dal Prof. Francesco dal Co all’Università di Architettura di Firenze. Il tema della conferenza era Le Corbusier. Argomento trattato con efficacia dal professore, è stata senza dubbio una delle migliori conferenze a cui abbia partecipato! 

Mi ha colpito soprattutto il racconto del viaggio fatto da Le Corbusier da giovanissimo.  Il Professore ha raccontato che Le Corbusier aveva portato con sé una macchina fotografica con la quale immortalare gli edifici che più lo impressionavano. Ben presto però decise di riporre (F. dal Co ha utilizzato il termine “gettare”) la macchina fotografica, in quanto le immagini che essa restituiva erano troppo statiche. Precludevano la partecipazione del soggetto che scattava la foto. Fu così che Le Corbusier cominciò a schizzare e disegnare ciò che osservava, in modo che su traccia non rimanesse soltanto l’edificio che lo aveva colpito, ma anche la sensazione provata di fronte ad esso. Quello del disegno per lui era un esercizio continuo, giornaliero. 

Decisamente da prendere ad esempio!

@4 giorni fa con 1 nota
#Le Corbusier #architettura #architecture #conferenza #università 

farewell-kingdom:

Stockholm Metro

This is such a work of art!!! *___* love it!!

@4 settimane fa con 226 note

"Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perchè l’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l’ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre a follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell’inquietudine e del vano desiderio -
è una barca che anela al mare eppure lo teme."

Antologia di Spoon River - Edgar Lee Master
@1 mese fa
#antologia di spoon river #edgar lee master #poesia 

morganadiavalon:

Oggi la deroga è d’obbligo.
E che questo video lo guardino le donne, principalmente.
Perché il fatto che nei paesi in cui abbiamo smesso di essere vessate e abbiamo recuperato la libertà di scegliere che cosa fare del nostro corpo, siamo noi le prime a recuperare modelli maschili e ad abdicare, volontariamente, alla nostra libertà di scelta, mi sembra una cosa inquietante.

Il corpo delle donne
Documentario sulla rappresentazione del femminile nella TV italiana. 

Purtroppo pochissime donne rebloggeranno questo video, e alcune di quelle che lo faranno in realtà seguono questi stereotipi senza volerlo ammettere. Ritroviamo la nostra dignità di donne e la nostra più genuina femminilità

@2 mesi fa con 6 note
#donne #il corpo delle donne 

"È dura riconciliare
ciò che sono diventato
con il bambino ferito
che si nasconde dentro me."

Placebo, Breathe Underwater (via ragionpura)
@3 mesi fa con 33 note
Here it’s snowing! And here an iced drop! :-) 

Here it’s snowing! And here an iced drop! :-) 

@3 mesi fa con 1 nota
#snow #neve #winter #cold #freddo 
[Flash 9 is required to listen to audio.]

danceabletragedy:

Iron & Wine - Passing Afternoon

 ..this song is fantastic… i love to listen to it!

@5 mesi fa con 197 nota e ascoltato 1052 volta
MUMFORD and SONS… they are the best contemporary group! Go listen to them!!!!!!

MUMFORD and SONS… they are the best contemporary group! Go listen to them!!!!!!

(Fonte: typewriter-music, via persimmonblossom)

@6 mesi fa con 2207 note
#mumford and sons #love #fear #tears #quote 
ihihih mi son sempre immaginata una scena del genere…!!

ihihih mi son sempre immaginata una scena del genere…!!

(Fonte: 4gifs, via nickholmes)

@2 settimane fa con 221811 note

La Persecuzione del Bambino 

Quando si tratta soprattutto di educare i bambini in maniera che essi non si accorgano del male che si fa loro, delle cose di cui li si priva, di ciò che essi perdono, della persona che avrebbero potuto essere se educati diversamente, e di chi essi sono in realtà, e qualora questa educazione si applichi sufficientemente in tempo, allora in seguito l’adulto- a prescindere dalla sua intelligenza- vivrà la volontà degli altri come fosse la propria. Come potrà mai sapere che la sua volontà è stata stroncata, dal momento che non gli è mai stato consentito di farne esperienza?

Alice Miller, La persecuzione del bambino.


Ho letto solo parte di questo libro, ma lo consiglio vivamente a chiunque. Può aiutare ad aprire gli occhi sui limiti che ci hanno posto nell’infanzia e che si abbattono con maggior gravità quando dovremmo diventare adulti e non ci riusciamo. Molte persone sono imbrogliate nelle ansie, nel non sentirsi abbastanza, del pensare a come gli altri li percepiscono e li giudicano senza minimamente pensare a come loro si vedono. Il problema è che non possono vedersi, non hanno una personalità poichè non gli è mai stata data occasione di scoprirla. 


(Fonte: egocentricacomeigatti)

@1 mese fa con 8 note
Little present form Florence: Piazza della Signoria at evening. Hope you like it!

Little present form Florence: Piazza della Signoria at evening. Hope you like it!

@1 mese fa
#florence #firenze #palazzo vecchio #piazza della signoria 

Penso spesso a lei e spero che chiunque abbia incontrato sappia ben riconoscere quanto sia preziosa. Ah, i miei amici dalla prigione, mi domandano “Come è, come è sentirsi liberi?”, e io misteriosamente rispondo “Sono liberi gli uccelli dalle catene del cielo?” (Bob Dylan)

Penso spesso a lei e spero che chiunque abbia incontrato sappia ben riconoscere quanto sia preziosa. Ah, i miei amici dalla prigione, mi domandano “Come è, come è sentirsi liberi?”, e io misteriosamente rispondo “Sono liberi gli uccelli dalle catene del cielo?” (Bob Dylan)

@2 mesi fa con 1 nota
#bird #bob dylan #freedom #libertà #uccello #citazione #quote 
This little poor bird tries to find a place in order to stay warm.. but he is too fat for that:-) so sweeet, and he was just in front of my window!

This little poor bird tries to find a place in order to stay warm.. but he is too fat for that:-) so sweeet, and he was just in front of my window!

@3 mesi fa
#bird #uccello #winter #inverno #riparo 
nimuehblue:

Tanto tempo fa, c’era gruppo di leoni che venne rinchiuso in uno zoo. Venivano dalla grande prateria africana ed erano abituati alle opportunità e alla vita libera dei luoghi selvaggi. La vita in gabbia li rendeva spesso depressi e li faceva impazzire; solo nei sogni, allo stremo delle forze, potevano vedere la loro casa da lungo tempo perduta.
Il tempo lentamente passava, e alcuni leoni morirono di depressione, mentre altri sopravvissero e gradualmente si abituarono alla vita in gabbia. La loro vera casa iniziò a diventare una vaga immagine nei loro ricordi e alcuni leoni addirittura ne persero totalmente la memoria.
Quando i leoni smisero di resistere e di protestare, lo zoo li vendette ad un circo dove le persone li trattavano con fruste e manganelli elettrici per domarli. I leoni cercarono di mantenere il loro ultimo pezzo di dignità lottando violentemente, perché ricordavano ancora che una volta erano i re di tutti i re della grande prateria africana. Le persone del circo li misero in gabbia e non gli dettero più né cibo né acqua. Quando s’indebolirono, i domatori aprirono la cella e misero un pezzo di carne in un’altra gabbia. Un leone affamato entrò nell’altra gabbia con il suo debole corpo e immediatamente lo mangiò. Il domatore poi gli dette un altro pezzo di carne e così per altre tre volte. Il leone, finita tutta la carne, guardò il domatore con gli occhi pieni di gratitudine. Da allora, quel leone divenne così obbediente seguendo gli ordini dei domatori durante lo spettacolo che non soffrì mai più la fame. Tuttavia, l’altro leone che non accettava la tentazione del cibo fu portato in un’altra stanza. Il domatore voleva rispedirlo allo zoo, ma il leone era diventato così debole che il domatore lo uccise e lo seppellì, perché non voleva che la gente venisse a conoscenza del suo brutale comportamento.
Il leone del circo divenne a poco a poco vecchio e nacque un giovane leone. L’anziano leone non raccontò al leoncino della prateria, invece, gli disse che se non fosse stato per il domatore, non avrebbero il tipo di vita che avevano in quei giorni e che il mondo esterno era un posto spaventoso e solo nella gabbia erano al sicuro. Il domatore continuò ad addestrare il leoncino che viveva nella gabbia fin dalla giovinezza e che ascoltava obbediente; si ricordava di ogni frase che il vecchio leone gli aveva raccontato. Un giorno, le azioni brutali del domatore furono scoperte e rese pubbliche. Il governo lo mise in carcere per sei mesi e gli fu sospesa la licenza di domatore. Il leoncino ebbe la possibilità di fare ritorno alla natura. Il vecchio leone era già morto ed il leoncino giunto nella prateria africana, si sentì impotente e spaventato. Sentiva il pericolo ovunque. Sebbene gli altri leoni rimasero sorpresi dai suoi modi, lo trattavano con le dovute attenzioni. All’inizio, il leoncino cercava di evitare tutti, andava persino in cerca di qualcosa di simile a una gabbia per entrare. Non sapeva neppure cosa fare, quindi tutto il tempo aspettava solamente di rispondere agli ordini.
Infine, un giorno, un leone saggio seppe dell’esperienza del leoncino e sperava di aiutarlo a sentirsi a proprio agio vivendo nella prateria a cui apparteneva. Il leone saggio sapeva che c’era un invisibile catena sulla gamba del leoncino che lo aveva abituato a vivere incarcerato e controllato. Il leone saggio voleva che il piccolo potesse correre liberamente e giocare nella prateria come i suoi coetanei, ma il leoncino fissava sempre il leone saggio coi suoi occhi pieni di paura. Il leoncino non credeva a nessuno al di fuori del circo.
Il tempo passava. Guardando gli altri giovani leoni giocare nellaprateria, il leoncino sentiva una strana sensazione che non aveva mai avuto prima.
Non sapeva cosa fosse, ma sapeva che gli piaceva. Così, fece il suo primo passo, pur rimanendo un poco indietro, seguì gli altri giovani leoni. A poco a poco, fece la conoscenza di un altro giovane leone, che a sua volta ebbe modo di conoscere la ragione dietro lo “strano comportamento” del leoncino dovuto all’esperienza vissuta. Così, disse al leoncino che il circo era un luogo dove le persone usavano gli animali per divertirsi ed era un carcere uguale all’inferno in cui i leoni sono solo uno strumento per l’intrattenimento, senza libertà e dignità. Udito ciò, il leoncino si arrabbiò perché quello era il luogo dove lui era nato, cresciuto e dove gli fornivano cibo e riparo. Era molto meglio della prateria in cui non si sa mai dove trovare le cose necessarie per sopravvivere e rifugi che lo proteggano dal vento e dalla pioggia.
Il giovane leone cresciuto nella prateria gli chiese: “Conosci la gioia che si prova nel cacciare le prede? Sai come usare gli artigli e il profondo ruggito del leone? Lo sai che la tua casa è l’intera prateria? Hai mai visto saltare le antilopi, i cavalli selvaggi al galoppo e la giraffa con il collo lungo? Sai che sei un leone?”
http://it.clearharmony.net/articles/200911/9809.html
IN INGLESE:
A long timeago. there was a group of lions that were trapped in a zoo. They camefrom the great prairie of Africa and were used to the leisure and freelife in the wild. Life in cages made them often depressed and crazy andonly in dreams after being tired, could they see their long lost home.Time passed bit by bit, and some lions died of depression, while otherlions survived and gradually got used to life in cages. Home started tobecome a vague image in their memories and some lions even sealed offthis piece of memory altogether. When the lions stopped resisting and protesting, the zoo sold them to acircus group where people treated them with whips and electric batonsto tame them. The lions tried to maintain their last bit of dignity byfighting violently because they still remembered that they were oncethe king of all the kings on the great African prairie. The people inthe circus put them in cages and did not provide food and water. Whenthey became weak, the trainers opened the door and placed a piece ofmeat in another cage. A hungry lion entered the other cage with itsfeeble body and quickly finished eating the meat. The trainer then gavethe lion another piece of meat and repeated this three times. The lionfinished all the meat and looked at the trainer with his eyes full ofgratitude. Since then, that lion became so obedient on the stagefollowing the trainers’ commend and it never suffered from starvationbecause of that. However, the other lion that did not accept thetemptation of food was led to another room. The trainer wanted to sendit back to the zoo, but the lion was so weak that the trainer killedthe lion and secretly buried it because he did not want his brutalbehavior exposed to public. The lion in the circus gradually became old and a young lion was born.The old lion didn’t tell the little lion about the prairie but,instead, that if it were not for the trainer, they wouldn’t have thekind of life they had that day and that the outside world was a scaryplace and only in the cage was it safe. The trainer continued to trainthe little lion that lived in the cage from its youth and listenedobediently. He remembered every sentence the old lion told him. Oneday, the brutal actions of the trainer were discovered and exposed tothe public. The government put him in prison for six months and hislicense as a trainer was suspended. The little lion had a chance toreturn to nature. The old lion had died already and the little lioncame to the African prairie, feeling helpless and scared. He feltdanger everywhere. Although other lions were surprised by hisappearance, they treated him with their primary formality. At thebeginning, the little lion tried to avoid everybody, he even wanted tofind something like a cage to get in. He didn’t even know what heshould do and just waited for a command all the time.Finally, one day, a wise lion on the prairie got to know the littlelion’s experience and hoped to help him to get used to the live onprairie he belonged to. The wise lion knew that there was an invisibleshackle on the little lion’s leg that made him used to being jailed andcontrolled. The wise lion wanted the little one to be able to runfreely and play on the prairie as other lions of same age, but thelittle lion always stared at the wise lion with his eyes filled withfear. The little lion did not believe anybody outside of the circus.Time passed by gradually. Watching other young lions playing on theprairie, the little lion sensed a strange feeling he never ever hadbefore.He did not know what that was, but he knew he wanted it. So, he tookhis first step, following behind other little lions. Gradually, he gotacquainted with another young lion that in turn got to know the reasonbehind the little lion’s “strange behavior” through his experience. So,he told the little lion that the circus was a place where people usedanimals to entertain themselves and it was a jail like hell where lionswere only a tool for entertainment with no freedom and dignity. Uponhearing this, the little lion was a little angry because that was aplace where he was born, grew up and was provided with food andshelter. It was much better than the prairie with no fixed source ofthings and shelter to block wind and rain. The little lion that grew up on the prairie asked: “Do you know the joyof hunting for prey? Do you know how to use your claws and the deeproar of lion? Do you know that everywhere on the prairie is your home?Do you know the jumping antelopes, galloping wild horses and thegiraffe with a long neck? Do you know that you are a lion?
http://www.pureinsight.org/node/4908


Davvero una bella storia!

nimuehblue:

Tanto tempo fa, c’era gruppo di leoni che venne rinchiuso in uno zoo. Venivano dalla grande prateria africana ed erano abituati alle opportunità e alla vita libera dei luoghi selvaggi. La vita in gabbia li rendeva spesso depressi e li faceva impazzire; solo nei sogni, allo stremo delle forze, potevano vedere la loro casa da lungo tempo perduta.

Il tempo lentamente passava, e alcuni leoni morirono di depressione, mentre altri
sopravvissero e gradualmente si abituarono alla vita in gabbia. La loro vera casa iniziò a diventare una vaga immagine nei loro ricordi e alcuni leoni addirittura ne persero totalmente la memoria.

Quando i leoni smisero di resistere e di protestare, lo zoo li vendette ad un
circo dove le persone li trattavano con fruste e manganelli elettrici per domarli. I leoni cercarono di mantenere il loro ultimo pezzo di dignità lottando violentemente, perché ricordavano ancora che una volta erano i re di tutti i re della grande prateria africana. Le persone del circo li misero in gabbia e non gli dettero più né cibo né acqua. Quando s’indebolirono, i domatori aprirono la cella e misero un pezzo di carne in un’altra gabbia. Un leone affamato entrò nell’altra gabbia con il suo debole corpo e immediatamente lo mangiò. Il domatore poi gli dette un altro pezzo di carne e così per altre tre volte. Il leone, finita tutta la carne, guardò il domatore con gli occhi pieni di gratitudine. Da allora, quel leone divenne così obbediente seguendo gli ordini dei domatori durante lo spettacolo che non soffrì mai più la fame. Tuttavia, l’altro leone che non accettava la tentazione del cibo fu portato in un’altra stanza. Il domatore voleva rispedirlo allo zoo, ma il leone era diventato così debole che il domatore lo uccise e lo seppellì, perché non voleva che la gente venisse a conoscenza del suo brutale comportamento.

Il leone del circo divenne a poco a poco vecchio e nacque un giovane leone.
L’anziano leone non raccontò al leoncino della prateria, invece, gli disse che se non fosse stato per il domatore, non avrebbero il tipo di vita che avevano in quei giorni e che il mondo esterno era un posto spaventoso e solo nella gabbia erano al sicuro. Il domatore continuò ad addestrare il leoncino che viveva nella gabbia fin dalla giovinezza e che ascoltava obbediente; si ricordava di ogni frase che il vecchio leone gli aveva raccontato. Un giorno, le azioni brutali del domatore furono scoperte e rese pubbliche. Il governo lo mise in carcere per sei mesi e gli fu sospesa la licenza di domatore. Il leoncino ebbe la possibilità di fare ritorno alla natura. Il vecchio leone era già morto ed il leoncino giunto nella prateria africana, si sentì impotente e spaventato. Sentiva il pericolo ovunque. Sebbene gli altri leoni rimasero sorpresi dai suoi modi, lo trattavano con le dovute attenzioni. All’inizio, il leoncino cercava di evitare tutti, andava persino in cerca di qualcosa di simile a una gabbia per entrare. Non sapeva neppure cosa fare, quindi tutto il tempo aspettava solamente di rispondere agli ordini.

Infine, un giorno, un leone saggio seppe dell’esperienza del leoncino e sperava di aiutarlo a sentirsi a proprio agio vivendo nella prateria a cui apparteneva. Il leone saggio sapeva che c’era un invisibile catena sulla gamba del leoncino che lo aveva abituato a vivere incarcerato e controllato. Il leone saggio voleva che il piccolo potesse correre liberamente e giocare nella prateria come i suoi coetanei, ma il leoncino fissava sempre il leone saggio coi suoi occhi pieni di paura. Il leoncino non credeva a nessuno al di fuori del circo.

Il tempo passava. Guardando gli altri giovani leoni giocare nella
prateria, il leoncino sentiva una strana sensazione che non aveva mai avuto
prima.

Non sapeva cosa fosse, ma sapeva che gli piaceva. Così, fece il suo primo passo, pur rimanendo un poco indietro, seguì gli altri giovani leoni. A poco a poco, fece la conoscenza di un altro giovane leone, che a sua volta ebbe modo di conoscere la ragione dietro lo “strano comportamento” del leoncino dovuto all’esperienza vissuta. Così, disse al leoncino che il circo era un luogo dove le persone usavano gli animali per divertirsi ed era un carcere uguale all’inferno in cui i leoni sono solo uno strumento per l’intrattenimento, senza libertà e dignità. Udito ciò, il leoncino si arrabbiò perché quello era il luogo dove lui era nato, cresciuto e dove gli fornivano cibo e riparo. Era molto meglio della prateria in cui non si sa mai dove trovare le cose necessarie per sopravvivere e rifugi che lo proteggano dal vento e dalla pioggia.

Il giovane leone cresciuto nella prateria gli chiese: “Conosci la gioia che si prova nel cacciare le prede? Sai come usare gli artigli e il profondo ruggito del leone? Lo sai che la tua casa è l’intera prateria? Hai mai visto saltare le antilopi, i cavalli selvaggi al galoppo e la giraffa con il collo lungo? Sai che sei un leone?”

http://it.clearharmony.net/articles/200911/9809.html

IN INGLESE:

A long time
ago. there was a group of lions that were trapped in a zoo. They came
from the great prairie of Africa and were used to the leisure and free
life in the wild. Life in cages made them often depressed and crazy and
only in dreams after being tired, could they see their long lost home.
Time passed bit by bit, and some lions died of depression, while other
lions survived and gradually got used to life in cages. Home started to
become a vague image in their memories and some lions even sealed off
this piece of memory altogether.



When the lions stopped resisting and protesting, the zoo sold them to a
circus group where people treated them with whips and electric batons
to tame them. The lions tried to maintain their last bit of dignity by
fighting violently because they still remembered that they were once
the king of all the kings on the great African prairie. The people in
the circus put them in cages and did not provide food and water. When
they became weak, the trainers opened the door and placed a piece of
meat in another cage. A hungry lion entered the other cage with its
feeble body and quickly finished eating the meat. The trainer then gave
the lion another piece of meat and repeated this three times. The lion
finished all the meat and looked at the trainer with his eyes full of
gratitude. Since then, that lion became so obedient on the stage
following the trainers’ commend and it never suffered from starvation
because of that. However, the other lion that did not accept the
temptation of food was led to another room. The trainer wanted to send
it back to the zoo, but the lion was so weak that the trainer killed
the lion and secretly buried it because he did not want his brutal
behavior exposed to public.



The lion in the circus gradually became old and a young lion was born.
The old lion didn’t tell the little lion about the prairie but,
instead, that if it were not for the trainer, they wouldn’t have the
kind of life they had that day and that the outside world was a scary
place and only in the cage was it safe. The trainer continued to train
the little lion that lived in the cage from its youth and listened
obediently. He remembered every sentence the old lion told him. One
day, the brutal actions of the trainer were discovered and exposed to
the public. The government put him in prison for six months and his
license as a trainer was suspended. The little lion had a chance to
return to nature. The old lion had died already and the little lion
came to the African prairie, feeling helpless and scared. He felt
danger everywhere. Although other lions were surprised by his
appearance, they treated him with their primary formality. At the
beginning, the little lion tried to avoid everybody, he even wanted to
find something like a cage to get in. He didn’t even know what he
should do and just waited for a command all the time.



Finally, one day, a wise lion on the prairie got to know the little
lion’s experience and hoped to help him to get used to the live on
prairie he belonged to. The wise lion knew that there was an invisible
shackle on the little lion’s leg that made him used to being jailed and
controlled. The wise lion wanted the little one to be able to run
freely and play on the prairie as other lions of same age, but the
little lion always stared at the wise lion with his eyes filled with
fear. The little lion did not believe anybody outside of the circus.



Time passed by gradually. Watching other young lions playing on the
prairie, the little lion sensed a strange feeling he never ever had
before.



He did not know what that was, but he knew he wanted it. So, he took
his first step, following behind other little lions. Gradually, he got
acquainted with another young lion that in turn got to know the reason
behind the little lion’s “strange behavior” through his experience. So,
he told the little lion that the circus was a place where people used
animals to entertain themselves and it was a jail like hell where lions
were only a tool for entertainment with no freedom and dignity. Upon
hearing this, the little lion was a little angry because that was a
place where he was born, grew up and was provided with food and
shelter. It was much better than the prairie with no fixed source of
things and shelter to block wind and rain.



The little lion that grew up on the prairie asked: “Do you know the joy
of hunting for prey? Do you know how to use your claws and the deep
roar of lion? Do you know that everywhere on the prairie is your home?
Do you know the jumping antelopes, galloping wild horses and the
giraffe with a long neck? Do you know that you are a lion?

http://www.pureinsight.org/node/4908

Davvero una bella storia!

(Fonte: adelto, via aneamorell)

@4 mesi fa con 46 note

persimmonblossom ha chiesto: you've followed me & i love you!

Your tumblr were too lovely to not follow it!;-)

@6 mesi fa con 3 note